Un bambino che sale le scale

Si, siamo in prima elementare e alla fine dopo lunghi contorcimenti mentali e difficoltà di scelta, abbiamo optato per un’insegnante validissima, passionale, preparata, amante della lettura, che si sa prendere le responsabilità che il suo ruolo le impone ma anche qualcuna di più … una donna che insegna da tanti anni ma che ancora ha un’entusiasmo che traspare dalle sue parole e dai piccoli gesti.

Gesti di grande accoglienza per questi piccoli esserini che sono i nostri bambini.

Ecco, e siamo arrivati al punto.

E’ nato l’altro ieri, ieri andava al baby parking, oggi impara le vocali….. e nel frattempo?

Nel mezzo di tutto questo percorso ci sono le scale.

Le scale, quelle fisiche e metaforiche.
Le scale sono gli ostacoli fisici più grandi che ci mettono in difficoltà quando questi frugoletti iniziano a staccarsi dalle nostre mani per camminare da soli e allora, cancelletti, sbarramenti, attenzione che cadi e via dicendo.

Ora le scale sono di nuovo fisiche e metaforiche.

Ti abbiamo tenuto la mano quando ne avevi bisogno, ti abbiamo esortato a farcela da solo, hai dimostrato a tutti che ce la facevi da solo, hai capito da solo che farcela ce la si fa, ma con la mano dei tuoi genitori è meglio..

Ecco, oggi mi hai detto, “mamma tu stai qui che salgo da solo” e il mio cuore di mamma si è, per un attimo, fermato.

Da solo?

Si, la tua indipendenza passa anche da quelle scale, fisiche e metaforiche.

Sai che ce la fai da solo e oltre a metterti alla prova, mi metti alla prova. Cerchi di capire se sono in grado di lasciarti andare per la tua strada.

Per ora ti dico, buona prima elementare figlio mio e l’augurio e che queste scale non siano troppe e con gli scalini troppo alti.
Perchè l’entusiasmo ti accompagni gradino per gradino e la fretta non te ne faccia mai saltare uno.

Poi quando mi chiederai la macchina per uscire la sera riparleremo delle scale …. un passo per volta anche per la mamma!

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