Tempo di scelte

Sono giornate difficili, le mie.

Ultimamente sono giornate piene di quesiti, riguardano le scelte per i miei figli… e quando me ne parlavano le mamme-amiche non ci credevo, che scegliere per i tuoi figli fosse così difficile.

La scelta è quella della scuola primaria per il bimbo “grande”.

Sono sempre stata pro scuola pubblica ma, ultimamente, mi trovo a dissentire su molte cose, principalmente sull’immobilismo del sistema.
Perché non ci sono i fondi, perché è così, perché tutti i bambini fanno i compiti al pomeriggio (ma noi facevamo i compiti al pomeriggio? Io classe 1973 neanche un compito alle elementari), perché devono stare seduti tutto il giorno, perché… bla bla bla.

No, non ci sto!

L’altro giorno leggevo casualmente (casualmente?) l’introduzione ad un libro scritto da una strepitosa Elena Balsamo, Libertà e Amore, e mi è saltata agli occhi questa frase

Si diventa adulti equilibrati solo se si è stati pienamente bambini” (M. Montessori)

Lo dico, a me i bimbi delle scuole elementari fanno un po’ pena, non vedo più il loro essere bambini e mi chiedo che adulti saranno, quei bambini privati della loro allegria, della loro esuberanza, fisica ed emotiva, del loro sentirsi liberi.
Vedo la necessità della scuola di uniformare la classe ad uno standard generale dove, per necessità di tutti, non possono emergere talenti diversi, difficoltà e scogli personali.

No, non ci sto!

La scuola è fatta di persone e, pur conoscendo qualcuno che si impegna perché la strada possa essere diversa, trovo sentieri abbandonati, strade impervie e rifiuti a terra.

Ogni bambino merita attenzione, merita di essere guardato con gli occhi dell’amore e non con quelli della fretta, ad ogni bambino vanno sussurrate parole di incoraggiamento e vanno valorizzate diversità caratteriali e emotive, solo così il bambino, ogni bambino diventerà un adulto equilibrato.

Il bambino bravo è il bambino che fa ciò che gli dici, che non disturba, che svolge i compiti che gli si danno, che non si ribella, che sta seduto al suo posto, non si arrabbia… ma è un bambino questo? Forse no, è ciò che l’adulto vorrebbe che fosse.
Saremo adulti migliori forse, se qualcuno, quando eravamo piccoli ci avesse detto che arrabbiarsi è giusto, che essere tristi anche, che le emozioni vanno espresse e non castrate, e non sei bravo se stai zitto e buono ma sei bravo comunque tu sia.

Per educare un bambino è necessario scendere al suo livello, abbassarsi alla sua grandezza (sì, proprio così) perché educare un bambino significa guardarsi dentro e provare a capire cosa c’è dentro di noi, adulti.

Diamo fiducia al bambino, alla sua capacità di diventare un adulto equilibrato attraverso la rabbia, la gioia, la forza, la determinazione e l’ascolto.

Io ho imparato tante cose parlando con il mio, di bambino, e solo ascoltando nel profondo del suo cuore ho trovato le risposte che cercavo.

Le risposte di un bambino che, mi auguro davvero, possa diventare un adulto equilibrato!

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